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14 settembre 2008
Ancora a proposito di impianti dentali



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IMPLANTOLOGIA DENTALE

Oggi le tecniche odontoiatriche offrono molte soluzioni

L’evoluzione delle tecniche odontoiatriche ci ha messo a disposizione, sin dai primi anni 70, una nuova possibilità ricostruttiva : l’ implantologia orale. In parole povere essa consiste nel reintegrare una radice dentale assente, perché estratta rotta o mai nata, con una radice artificiale in titanio puro;tale metallo possiede infatti la peculiare e fortunatissima caratteristica di “attaccarsi ”all’osso umano vivo, in particolari condizioni. La scoperta, che risale appunto ai primi anni 70 in Svezia, fu, come molte delle importanti nella storia dell’ umanità, assolutamente casuale le radici costruite con questo “miracoloso” metallo possono quindi essere inserite nelle ossa mascellari per sostenere denti finti o come pilastri di ponte, o perfino per stabilizzare dentiere e denti naturali ormai mobili.

Tutto ciò ci fornisce una possibile soluzione a casi che prima non erano risolvibili se non con le protesi mobili(dentiere e scheletrati), poco confortevoli e psicologicamente mal accettate dai pazienti.

Oggi siamo invece in grado di restituire ai pazienti, un numero di pilastri sufficiente per poterli riabilitare con protesi dentarie fisse.

Anche nel caso in cui non sia dato ricostruire al paziente una dentatura fissa,perchè risulta possibile il posizionamento di un numero troppo esiguo di impianti ,si può comunque,inserendo un minimo di due di tali supporti, riuscire a stabilizzare una protesi mobile o dentiera preesistente; sono questi i casi più veloci e più semplici da eseguire ma che offrono il maggior rapporto impegno/beneficio per il paziente.

 

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Oggi siamo invece in grado di restituire ai pazienti, un numero di pilastri sufficiente per poterli riabilitare con protesi dentarie fisse.

Anche nel caso in cui non sia dato ricostruire al paziente una dentatura fissa,perchè risulta possibile il posizionamento di un numero troppo esiguo di impianti ,si può comunque,inserendo un minimo di due di tali supporti, riuscire a stabilizzare una protesi mobile o dentiera preesistente; sono questi i casi più veloci e più semplici da eseguire ma che offrono il maggior rapporto impegno/beneficio per il paziente.

Anche nel caso in cui non sia dato ricostruire al paziente una dentatura fissa,perchè risulta possibile il posizionamento di un numero troppo esiguo di impianti ,si può comunque,inserendo un minimo di due di tali supporti, riuscire a stabilizzare una protesi mobile o dentiera preesistente; sono questi i casi più veloci e più semplici da eseguire ma che offrono il maggior rapporto impegno/beneficio per il paziente.

Oggi siamo invece in grado di restituire ai pazienti, un numero di pilastri sufficiente per poterli riabilitare con protesi dentarie fisse.

Anche nel caso in cui non sia dato ricostruire al paziente una dentatura fissa,perchè risulta possibile il posizionamento di un numero troppo esiguo di impianti ,si può comunque,inserendo un minimo di due di tali supporti, riuscire a stabilizzare una protesi mobile o dentiera preesistente; sono questi i casi più veloci e più semplici da eseguire ma che offrono il maggior rapporto impegno/beneficio per il paziente.

Anche nel caso in cui non sia dato ricostruire al paziente una dentatura fissa,perchè risulta possibile il posizionamento di un numero troppo esiguo di impianti ,si può comunque,inserendo un minimo di due di tali supporti, riuscire a stabilizzare una protesi mobile o dentiera preesistente; sono questi i casi più veloci e più semplici da eseguire ma che offrono il maggior rapporto impegno/beneficio per il paziente.

Tutto ciò ci fornisce una possibile soluzione a casi che prima non erano risolvibili se non con le protesi mobili(dentiere e scheletrati), poco confortevoli e psicologicamente mal accettate dai pazienti.

Oggi siamo invece in grado di restituire ai pazienti, un numero di pilastri sufficiente per poterli riabilitare con protesi dentarie fisse.

Anche nel caso in cui non sia dato ricostruire al paziente una dentatura fissa,perchè risulta possibile il posizionamento di un numero troppo esiguo di impianti ,si può comunque,inserendo un minimo di due di tali supporti, riuscire a stabilizzare una protesi mobile o dentiera preesistente; sono questi i casi più veloci e più semplici da eseguire ma che offrono il maggior rapporto impegno/beneficio per il paziente.

Anche nel caso in cui non sia dato ricostruire al paziente una dentatura fissa,perchè risulta possibile il posizionamento di un numero troppo esiguo di impianti ,si può comunque,inserendo un minimo di due di tali supporti, riuscire a stabilizzare una protesi mobile o dentiera preesistente; sono questi i casi più veloci e più semplici da eseguire ma che offrono il maggior rapporto impegno/beneficio per il paziente.

Oggi siamo invece in grado di restituire ai pazienti, un numero di pilastri sufficiente per poterli riabilitare con protesi dentarie fisse.

Anche nel caso in cui non sia dato ricostruire al paziente una dentatura fissa,perchè risulta possibile il posizionamento di un numero troppo esiguo di impianti ,si può comunque,inserendo un minimo di due di tali supporti, riuscire a stabilizzare una protesi mobile o dentiera preesistente; sono questi i casi più veloci e più semplici da eseguire ma che offrono il maggior rapporto impegno/beneficio per il paziente.

Anche nel caso in cui non sia dato ricostruire al paziente una dentatura fissa,perchè risulta possibile il posizionamento di un numero troppo esiguo di impianti ,si può comunque,inserendo un minimo di due di tali supporti, riuscire a stabilizzare una protesi mobile o dentiera preesistente; sono questi i casi più veloci e più semplici da eseguire ma che offrono il maggior rapporto impegno/beneficio per il paziente.

L’evoluzione delle tecniche odontoiatriche ci ha messo a disposizione, sin dai primi anni 70, una nuova possibilità ricostruttiva : l’ implantologia orale. In parole povere essa consiste nel reintegrare una radice dentale assente, perché estratta rotta o mai nata, con una radice artificiale in titanio puro;tale metallo possiede infatti la peculiare e fortunatissima caratteristica di “attaccarsi ”all’osso umano vivo, in particolari condizioni. La scoperta, che risale appunto ai primi anni 70 in Svezia, fu, come molte delle importanti nella storia dell’ umanità, assolutamente casuale le radici costruite con questo “miracoloso” metallo possono quindi essere inserite nelle ossa mascellari per sostenere denti finti o come pilastri di ponte, o perfino per stabilizzare dentiere e denti naturali ormai mobili.

Tutto ciò ci fornisce una possibile soluzione a casi che prima non erano risolvibili se non con le protesi mobili(dentiere e scheletrati), poco confortevoli e psicologicamente mal accettate dai pazienti.

Oggi siamo invece in grado di restituire ai pazienti, un numero di pilastri sufficiente per poterli riabilitare con protesi dentarie fisse.

Anche nel caso in cui non sia dato ricostruire al paziente una dentatura fissa,perchè risulta possibile il posizionamento di un numero troppo esiguo di impianti ,si può comunque,inserendo un minimo di due di tali supporti, riuscire a stabilizzare una protesi mobile o dentiera preesistente; sono questi i casi più veloci e più semplici da eseguire ma che offrono il maggior rapporto impegno/beneficio per il paziente.

Anche nel caso in cui non sia dato ricostruire al paziente una dentatura fissa,perchè risulta possibile il posizionamento di un numero troppo esiguo di impianti ,si può comunque,inserendo un minimo di due di tali supporti, riuscire a stabilizzare una protesi mobile o dentiera preesistente; sono questi i casi più veloci e più semplici da eseguire ma che offrono il maggior rapporto impegno/beneficio per il paziente.

Oggi siamo invece in grado di restituire ai pazienti, un numero di pilastri sufficiente per poterli riabilitare con protesi dentarie fisse.

Anche nel caso in cui non sia dato ricostruire al paziente una dentatura fissa,perchè risulta possibile il posizionamento di un numero troppo esiguo di impianti ,si può comunque,inserendo un minimo di due di tali supporti, riuscire a stabilizzare una protesi mobile o dentiera preesistente; sono questi i casi più veloci e più semplici da eseguire ma che offrono il maggior rapporto impegno/beneficio per il paziente.

Anche nel caso in cui non sia dato ricostruire al paziente una dentatura fissa,perchè risulta possibile il posizionamento di un numero troppo esiguo di impianti ,si può comunque,inserendo un minimo di due di tali supporti, riuscire a stabilizzare una protesi mobile o dentiera preesistente; sono questi i casi più veloci e più semplici da eseguire ma che offrono il maggior rapporto impegno/beneficio per il paziente.

Tutto ciò ci fornisce una possibile soluzione a casi che prima non erano risolvibili se non con le protesi mobili(dentiere e scheletrati), poco confortevoli e psicologicamente mal accettate dai pazienti.

Oggi siamo invece in grado di restituire ai pazienti, un numero di pilastri sufficiente per poterli riabilitare con protesi dentarie fisse.

Anche nel caso in cui non sia dato ricostruire al paziente una dentatura fissa,perchè risulta possibile il posizionamento di un numero troppo esiguo di impianti ,si può comunque,inserendo un minimo di due di tali supporti, riuscire a stabilizzare una protesi mobile o dentiera preesistente; sono questi i casi più veloci e più semplici da eseguire ma che offrono il maggior rapporto impegno/beneficio per il paziente.

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Anche nel caso in cui non sia dato ricostruire al paziente una dentatura fissa,perchè risulta possibile il posizionamento di un numero troppo esiguo di impianti ,si può comunque,inserendo un minimo di due di tali supporti, riuscire a stabilizzare una protesi mobile o dentiera preesistente; sono questi i casi più veloci e più semplici da eseguire ma che offrono il maggior rapporto impegno/beneficio per il paziente.

Anche nel caso in cui non sia dato ricostruire al paziente una dentatura fissa,perchè risulta possibile il posizionamento di un numero troppo esiguo di impianti ,si può comunque,inserendo un minimo di due di tali supporti, riuscire a stabilizzare una protesi mobile o dentiera preesistente; sono questi i casi più veloci e più semplici da eseguire ma che offrono il maggior rapporto impegno/beneficio per il paziente.

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